Travel designer o fai da te? Quando ha davvero senso affidarsi a un professionista
Organizzare un viaggio oggi non è mai stato così semplice.
Abbiamo accesso a blog, social network, guide digitali, forum di viaggiatori, video su YouTube, Google Maps e persino strumenti di intelligenza artificiale che possono suggerire itinerari in pochi secondi.
Con tutte queste informazioni a disposizione, è normale chiedersi:
"Ha ancora senso affidarsi a una travel designer?"
La mia risposta potrebbe sorprenderti.
Sì, ma non sempre.
Perché la verità è che molti viaggi possono essere organizzati benissimo in autonomia.
E non lo dico per sembrare diversa dagli altri professionisti del settore. Lo dico perché ci credo davvero.
Ci sono persone che amano preparare ogni dettaglio della partenza, confrontare hotel, leggere recensioni, studiare mappe e costruire il proprio itinerario. Per loro l'organizzazione è già parte del viaggio.
Altre persone, invece, desiderano vivere l'esperienza senza dedicare decine di ore alla pianificazione o senza correre il rischio di commettere errori che potrebbero influenzare la vacanza.
Non esiste una scelta giusta per tutti.
Esiste la scelta più adatta a te.
Quando il fai da te funziona benissimo
Felice in viaggio
Partiamo da un concetto importante.
Non serve una travel designer per ogni viaggio.
Se stai organizzando un weekend in una città che conosci già, una breve fuga in una destinazione semplice o un soggiorno dove hai già le idee chiare, probabilmente puoi fare tutto in autonomia.
Lo stesso vale se ami pianificare.
Ci sono persone che trovano divertente confrontare decine di hotel, leggere centinaia di recensioni e passare serate intere a costruire itinerari.
In questi casi il fai da te non è un problema.
Anzi.
Fa parte dell'esperienza.
Molti dei miei clienti, prima di contattarmi, hanno sempre organizzato i loro viaggi da soli.
Non cercano qualcuno che prenoti al posto loro.
Cercano qualcuno che li aiuti quando il livello di complessità aumenta oppure quando il tempo a disposizione diminuisce.
Il vero problema non è trovare informazioni
Uno degli aspetti più interessanti del turismo oggi è che le informazioni sono ovunque.
Se vuoi sapere cosa vedere in Bretagna, in Islanda o in Giappone, troverai migliaia di articoli in pochi minuti.
Il problema non è trovare idee.
Il problema è capire quali siano davvero adatte a te.
Spesso chi organizza un viaggio si trova davanti a un'enorme quantità di possibilità.
Decine di hotel.
Centinaia di ristoranti.
Migliaia di recensioni.
Luoghi imperdibili ovunque.
A quel punto il rischio non è avere poche informazioni.
È averne troppe.
E soprattutto non sapere quali scartare.
Una delle parti più importanti del mio lavoro consiste proprio nel filtrare.
Capire cosa vale davvero il tuo tempo e cosa invece può essere tranquillamente eliminato.
Organizzare un viaggio richiede più tempo di quanto immagini
Al lavoro nella costruzione di un itinerario su misura
Molte persone sottovalutano questo aspetto.
Pensano che basti prenotare un volo e scegliere un hotel.
In realtà, soprattutto per viaggi di una settimana o più, l'organizzazione richiede molte ore.
Bisogna:
confrontare gli alloggi;
verificare le posizioni;
leggere recensioni;
controllare gli orari;
studiare i collegamenti;
valutare le distanze;
costruire un percorso logico;
cercare ristoranti;
verificare eventuali prenotazioni necessarie.
Sommando tutte queste attività, non è raro arrivare a dedicare decine di ore alla preparazione di una vacanza.
Per alcune persone è un piacere.
Per altre è semplicemente un ulteriore impegno da aggiungere a settimane già molto piene.
Quando una travel designer può fare davvero la differenza
Ci sono situazioni in cui il valore di una pianificazione professionale diventa molto più evidente.
La prima è quando il tempo scarseggia.
Tra lavoro, famiglia e impegni quotidiani non tutti hanno la possibilità di dedicare ore alla ricerca.
La seconda è quando la destinazione è poco conosciuta.
Più aumenta la complessità di un viaggio, più aumenta l'importanza di una pianificazione accurata.
La terza è quando si desidera evitare errori.
Hotel scelti male.
Tappe troppo lontane tra loro.
Giornate eccessivamente piene.
Attrazioni sopravvalutate.
Trasferimenti inutilmente complicati.
Sono errori molto più comuni di quanto si pensi.
E spesso vengono scoperti soltanto una volta arrivati sul posto.
Un itinerario personalizzato non è un itinerario copiato
Questa è probabilmente la differenza più importante.
Molte persone utilizzano itinerari trovati online come base per il proprio viaggio.
È una pratica assolutamente comprensibile.
Il problema è che un itinerario perfetto per qualcun altro potrebbe essere completamente sbagliato per te.
Una famiglia con bambini piccoli avrà esigenze molto diverse rispetto a una coppia.
Chi ama i musei avrà priorità diverse rispetto a chi preferisce la natura.
Chi cerca relax non organizzerà il viaggio nello stesso modo di chi desidera vedere il maggior numero possibile di luoghi.
Per questo motivo non utilizzo itinerari preconfezionati.
Ogni progetto parte dalle persone e dalle loro esigenze specifiche.
Un errore che vedo spesso nei viaggi
Indicazioni a Cancale, Bretagna
Negli anni mi è capitato di parlare con molte persone che avevano organizzato da sole il proprio itinerario in Francia.
Spesso avevano trovato ottime informazioni online, scelto luoghi bellissimi e dedicato molto tempo alla preparazione.
Eppure, una volta sul posto, emergevano alcuni problemi.
L'errore più frequente è voler vedere troppo.
Capita spesso in regioni come la Bretagna o la Valle della Loira.
Sulla mappa tutto sembra vicino.
Si aggiungono una tappa dopo l'altra pensando che siano facilmente compatibili.
Poi, nella realtà, le giornate diventano una corsa continua tra parcheggi, trasferimenti, visite e ristoranti.
Non perché i luoghi scelti siano sbagliati.
Ma perché il ritmo non è stato costruito intorno alle persone che viaggiano.
Un buon itinerario non nasce dal numero di attrazioni inserite.
Nasce dall'equilibrio.
A volte eliminare una tappa migliora il viaggio più che aggiungerne una nuova.
Ed è proprio questo il tipo di valutazione che una travel designer può aiutare a fare.
Cosa non fa una travel designer
A volte esistono idee sbagliate su questa professione.
Una travel designer non decide al posto tuo.
Non impone destinazioni.
Non costruisce programmi militari al minuto.
Non trasforma il viaggio in una lista infinita di attività.
Il suo compito è aiutarti a fare scelte più consapevoli.
Ridurre il margine di errore.
Semplificare il processo.
Costruire un itinerario che abbia senso per te.
Quanto vale il tuo tempo?
Questa è forse la domanda più importante.
Quanto tempo sei disposto a dedicare all'organizzazione del viaggio?
Dieci ore?
Venti?
Trenta?
Di più?
Non esiste una risposta giusta.
Per alcune persone la preparazione è parte del divertimento.
Per altre è una fonte di stress.
Ed è proprio qui che entra in gioco il valore di una consulenza professionale.
Non perché sia impossibile organizzare un viaggio da soli.
Ma perché a volte delegare la parte più complessa permette di arrivare alla partenza già più sereni.
In conclusione
Viaggio in famiglia, con due piccoli al seguito
Negli anni ho organizzato viaggi per me stessa, per la mia famiglia e per altre persone.
Ho visitato numerose destinazioni, vissuto all'estero e coordinato gruppi di viaggio.
Tutte queste esperienze mi hanno insegnato una cosa.
Non esiste un unico modo corretto di organizzare una vacanza.
Per alcune persone il fai da te è parte integrante del piacere della partenza.
Per altre, affidarsi a una professionista significa risparmiare tempo, evitare errori e vivere il viaggio con maggiore tranquillità.
Nessuna delle due scelte è sbagliata.
La domanda giusta non è se una travel designer sia migliore del fai da te.
La domanda giusta è un'altra.
Quale soluzione ti permetterà di vivere il viaggio nel modo che desideri davvero?